Bettola dall'alto
Bettola. Santuario Madonna della Quercia
La Rocca - Municipio di Borgonovo Val Tidone
Piacenza Piazza Cavalli
Piacenza S. Francesco
Val Tidone
Rassegna stampa d'epoca

Origini e attività del teatro Verdi

ORIGINI E ATTIVITA’ DEL TEATRO VERDI

            Il Teatro Giuseppe Verdi desta in tutti coloro che lo visitano per la prima volta un senso di viva sorpresa e di ammirazione per la perfetta armonia delle strutture architettoniche interne, per la distinzione dei suoi ambienti, per le pregevoli pitture e decorazioni di cui è adornato.

            Accanto alla grande notorietà acquistata con i suoi requisiti di bellezza ed eleganza, il Teatro Verdi vanta una notevole rinomanza per le sue antiche e nobili tradizioni artistiche.

            Sicuri di fare cosa utile e gradita alla cittadinanza e specialmente al ceto degli amatori dell’arte musicale, diamo uno sguardo retrospettivo alla vita del Teatro rilevando e fissando le fasi caratteristiche ed i punti essenziali dell’attività svolta.

            Dal libro del concittadino Cav. Emilio Ottolenghi “Fiorenzuola e dintorni”, documento prezioso per le notizie e cognizioni storiche che contiene strappate alla furia dissolvitrice del tempo mediante indagini severe ed analisi acute ed obbiettive, stralciamo la parte che riflette le origini del Teatro Verdi: “Il Teatro fu costruito nel luogo detto l’Abbaziaappartenente al Capitolo del Duomo di Piacenza. Un primo progetto presentato nel Giugno 1841 dall’Ingegnere Giannantonio Perreau subì infinite modificazioni giacché si volle avere un locale per le Scuole Secondarie ed un altro per il mercato del grano. Discutendosi il primo progetto qualcuno proponeva di restaurare l’antico teatrino di Palazzo Grossi che ancora oggi nella parte esterna mostra le bellezze artistiche del secolo XIV; altri invece insistevano per farlo lungo Corso Garibaldi, nel luogo che per tanti anni è stato sede del Municipio. Prevalse finalmente nel maggio 1846 il secondo progetto Perreau, importante una spesa preventiva di Lire 54.500. Un sovrano rescritto 4 maggio 1847 di Maria Luigia approvava spese e progetto, stabilendo il termine di tre anni per la costruzione che fu poi affidata all’impresario Tinelli. Quattro pittori avevano concorso per le decorazioni: Bortolotti di Parma, Massari, Badiaschi e Prati di Piacenza.

            La Reale Accademia di Belle Arti di Parma sceglieva il progetto primo collaudato poi il 23 Ottobre 1853 dagli scenografi pittori Giacopelli e Gelati.

            Il progetto Perreau portava la costruzione di due soli ordini di palchetti e di una galleria o loggione ma le insistenti istanze di molte famiglie del luogo indussero il progettante a sostituire la galleria con un terzo ordine di palchetti. Anche ciò che riguarda la parte esterna il progetto stesso subì infinite modificazioni.

            Il Duca Carlo III per quanto sollecitato dall’ apposita Commissione ad inaugurare “l’apertura colla di lui adorata presenza” e con quella della Reale famiglia, non volle venire. Tutt’al più “delegava a rappresentarlo i Ministri dell’Interno (Cornacchia), delle Finanze (Onesti) ed il Segretario Intimo di Gabinetto (Pallavicino).

            Il Teatro fu aperto la sera dell’8 Ottobre e certo l’inaugurazione assunse speciale importanza, spiegabilissima per il fatto che all’infuori dei due di Parma e Piacenza, non v’era nessun altro teatro nei comuni dello Stato Parmense, elegante, sonoro e capace di contenere un 600 persone. L’inaugurazione fu fatta con l’”Attila” del celebre Maestro Cav. Verdi. Esecutori: Carolina Rota Gallu (soprano), Temistocle Miserocchi (tenore), Pietro Bonora (Baritono), Pietro Sottovia (primo basso).

            La musica fu eseguita “a meraviglia” dalla magnifica Orchestra Reale di Parma, diretta dal maestro Ferdinando Squassoni che aveva assunto personalmente l’impresa dello spettacolo. All’”Attila” nella sera del 29 Ottobre fece seguito il “Poliuto” del Maestro Donizetti col più fortunato dei successi.

            Fatto il Teatro … bisognava battezzarlo. Ci pensò il Commissario straordinario Carlo Meneghelli (che in tale qualità reggeva il Comune sino al 2 Gennaio 1850). E fu scelto il nome tristissimo di Carlo III.

            Il Duca diede il suo assenso il 7 Novembre, ed in omaggio alla sincera esultanza di tutti nella sera del 10 la Commissione teatrale fece eseguire, con parole appositamente scritte, l’Inno Borbonico tra i ripetuti applausi.

            Il Teatro così fu chiamato sino al 1869. Quindi fu intitolato semplicemente Municipale, ma nessun atto ufficiale esisteva negli archivi nostri circa la sostituzione. Solo mezzo secolo dopo (nel Marzo 1901), commemorando in Giuseppe Verdi il Genio che slanciandosi per le regioni infinite dell’idea innalzava ed affratellava i cuori col fascino misterioso della vita, il Comune “decretava doversi” il Teatro denominare da Giuseppe Verdi, purissimo lavacro di abbiette memorie.

            Negli anni 1914 / 15 / 16 il Teatro venne completamente riformato rendendolo decoroso, elegante e rispondente a tutte le moderne esigenze di arte, tecnica e comodità. Progettista (Ing. Giuseppe Frignani), Decoratore (Vanoli Prof. Paolo).

            Il 3Settembre 1920 il Teatro G. Verdi venne eretto in Ente Autonomo con Statuto proprio.

            Imponente fu l’attività svolta dal Teatro dalle origini in poi anche se dopo l’inaugurazione del 1853 sopravvenne un lungo periodo di stasi nelle rappresentazioni musicali e solo nel 1890 incominciò una graduale ripresa degli spettacoli.

Ecco pertanto la rassegna delle importanti stagioni liriche che vi furono allestite:

nel 1890 vennero rappresentate per 12 sere le opere “Elisir d’amore” e “Don Pasquale”;

nel 1893 “Favorita” e “Trovatore” dal 15 Ottobre al 1 Novembre;

nel 1894 “Rigoletto” e “Lucia di Lammermour” dal 7 Ottobre al 5 Novembre;

nel 1895 “Traviata” ed “Ernani” dal 5 Ottobre al 28 Ottobre;

nel 1896 “Jone” e “Ballo in maschera” dal 10 Ottobre al 1 Novembre;

nel 1897 “Faust” dal 14 al 31 Ottobre;

nel 1899 “Norma” dall’8 al 24 Ottobre;

nel 1900 “Ruy Blas” e “Salvator Rosa” per 19 rappresentazioni;

nel 1907 “Forza del destino” per 12 rappresentazioni;

nel 1907 / 08 “Sonnambula” per 12 rappresentazioni;

nel 1908 “Barbiere di Siviglia” per 8 rappresentazioni;

nel 1908 / 09 “Cavalleria” e “Pagliacci” per 10 rappresentazioni;

nel 1909 “Promessi sposi” e “Traviata” per 15 rappresentazioni;

In seguito ai lavori di restauro ed alla 1^ guerra mondiale vi fu un’altra lunga interruzione nell’allestimento delle stagioni liriche che ripresero nel 1919 con “Aida” e “Trovatore” per 12 rappresentazioni.

Nel 1921 “Forza del destino” e “Norma” dal 12 al 26 Ottobre;

nel 1922 “Madama Butterfly” dal 14 al 22 Ottobre;

nel 1923 “Boheme” per 6 rappresentazioni;

nel 1924 “Andrea Chènier” dal 14 al 22 Ottobre;

nel 1925 “Traviata” e “Manon Lescaut” dal 14 al 25 Ottobre;

nel 1929 “Tosca” dal 15 al 10 ottobre.


LA STAGIONE LIRICA DELL’OTTOBRE 1933

“La stagione lirica che verrà allestita dal 14 al 24 Ottobre nel Teatro G. Verdi di Fiorenzuola assume e riveste le proporzioni di un vero avvenimento artistico, pel numero delle opere che verranno rappresentate, per la rinomanza altissima dei principali esecutori che vi prenderanno parte.

L’eccezionale spettacolo di quest’anno destinato senza dubbio a superare largamente tutti i precedenti ed a segnare una tappa luminosa nell’ascensionale cammino del nostro teatro, comprenderà tre opere che rispondono pienamente alle esigenze ed ai gusti della cittadinanza. “Faust”, “Bohème”, “Rigoletto” sono tre gemme fulgidissime dell’arte musicale care particolarmente alle tradizioni popolari per la musica melodica e soffusa di grazia e sentimento contenuta nei loro spartiti, per le commoventi azioni sceniche che in esse si intrecciano e si sviluppano.

Negli artisti spiccano solennemente i nomi di Nino Piccaluga, Umberto Di Lelio, Valentino, Sinnone, Palazzini, Sanchioni, già assurti ai fastigi della celebrità.

            La concittadina soprano Lisetta Marchi già adusa a più brillanti successi completerà degnamente l’eletta schiera.

            L’orchestra composta dai migliori elementi di Parma, Piacenza e Milano con Gino Nastrucci primo violino, sarà diretta dalla magistrale bacchetta del valentissimo Maestro Cav. Tagliapietra.

            La massa corale sarà formata da 70 elementi della Società Corale di Fiorenzuola istruiti e diretti con la solita intelligenza e abilità dal Maestro G. Verdi.

            Attrezzi, costumi, scenari, calzature di primissimo ordine, organizzazione curata rigorosamente nei minimi particolari.

            La stagione lirica di quest’Ottobre rappresenta veramente il non plus ultra delle aspettative, il brillante e vivo successo che ad essa arriderà sarà il migliore e più ambito premio dei generosi sforzi dei Palchettisti e del Comune, e delle fatiche ardue e difficili dei volonterosi appassionati organizzatori.

GIOVANNI BASSI

Traduci sito in:

Italian English French German Portuguese Russian Spanish

Video più votati Liber@mente